Gazzettino Sampierdarenese

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Aldo Gastaldi: un santo partigiano a Granarolo

Set 21, 2021

Il borgo di Granarolo è ancora pavesato a festa dopo l’evento che ha segnato una svolta nella sua millenaria storia. E’ ancora viva l’atmosfera delle celebrazioni tenutesi nella mattina di domenica 19 settembre. Sulla casa natale di Aldo Gastaldi, Bisagno, comandante della Brigata partigiana Cichero, morto poco dopo la Liberazione, a 23 anni, in occasione del centenario dalla sua nascita è stata scoperta una targa commemorativa, alla presenza del sindaco Marco Bucci e dell’arcivescovo Monsignor Marco Tasca che, vestito di semplice saio francescano, l’ha benedetta. Un evento semplice. Senza canti o convivi. Poco prima dell’inizio della cerimonia, svoltasi sul sagrato circondato dalle antiche case pavesate a festa, il cielo, sino a quel momento plumbeo, si è aperto a un bel sole che ha illuminato il borgo. Erano presenti familiari e parenti di Bisagno, alcuni ancora residenti a Granarolo. Molti qui (e non solo) già lo sentono santo, anche se, secondo il paludato processo canonico, per ora cautamente dichiarato servo di Dio. Un primo passo verso la beatificazione. In prima fila c’era anche la quasi centenaria sorella del commemorato, giunta all’appuntamento a piedi. Ricordando le origini umili di Aldo, ha preso la parola per primo il parroco, molto amato dalla comunità e ormai giunto alla fine del suo ministero parrocchiale. Sono poi stati letti alcuni toccanti brani dell’epistolario di Bisagno, che esprimono fede, profondità di pensiero e saldezza di principi, impressionanti in un ragazzo fattosi presto uomo. Il nipote Aldo, con grande trasporto, ha parlato della strenua integrità morale e della fede dello zio di cui porta il nome. Il Presidente del Municipio Michele Colnaghi ha reso omaggio a Bisagno e ai sacrifici di quei tanti giovani che, come lui, restituirono al Paese quelle libertà del cui valore spesso oggi non ci rendiamo conto. “Questa commemorazione è per me molto sentita – ha detto poi il sindaco nel suo discorso – perché Bisagno rappresenta un faro per la sua capacità di vedere con cuore e cervello. Ha affrontato una sfida in un momento difficile della storia e oggi è un esempio per tutti noi per affrontare con cuore e passione le sfide che dobbiamo vincere: dal Covid all’economia, da Genova che vuole un ruolo nell’Europa fino alle infrastrutture. Bisagno ci ha insegnato che le sfide si possono affrontare anche se difficili, con coraggio, determinazione, intelligenza, cuore e passione senza arrenderci, per la nostra città e i nostri figli”. Monsignor Tasca si è infine soffermato sul senso cristiano del processo di beatificazione in corso, osservando che questa celebrazione, più volte rinviata a causa del Covid, alla fine è caduta proprio a ridosso del centenario dalla nascita di Aldo Gastaldi (nato il 17 settembre 1921) e nella domenica in cui la liturgia ricorda il senso evangelico del servire Dio.
Marco Bonetti

1 commento su “Aldo Gastaldi: un santo partigiano a Granarolo”
  1. Una luminosa incontestabile figura di patriota, integro difensore della libertà e la giustizia sociale. La sua professione di fede cristiana, profondamente processata, proprio nei tempi più oscuri della Nazione, nel corso della sua breve vita, ne fanno un magnifico esempio per per i giovani di ogni tempo.

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