Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Musica immortale per salutare il Nuovo Anno

Gen 2, 2022

Quasi tre ore di ilarità, garbate trovate e musica immortale: questa è stata “La vedova allegra” di Franz Lehar, andata in scena al Teatro Carlo Felice, con repliche fino al 5 gennaio. Sin dal suo debutto, avvenuto il 30 dicembre 1905 al Theater an der Wien di Vienna, con la direzione dello stesso Lehar, questo gioiello musicale, si annunciava quale titolo destinato a garantire al suo autore imperitura gloria. Il suo irresistibile mix di elementi teatrali e musicali, incardinati in un meccanismo ad orologeria dal tempismo perfetto, continua a sedurre il pubblico di tutto il mondo. Così è stato anche per questa pregevolissima edizione nel nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice, che ha raccolto entusiastici consensi e viva partecipazione dal numeroso pubblico presente alla prima rappresentazione. In questo contesto, da apprezzare particolarmente il ruolo avuto da Luca Micheletti che, oltre a essere autore di una nuova traduzione italiana e di un nuovo adattamento drammaturgico, firmava una divertente quanto garbata regia, regalando, inolte, una scintillante interpretazione nei panni del Conte Danilo. Decisamente convincenti e visivamente d’effetto le scene e gli eleganti costumi di Leila Fteita, così come la direzione d’orchestra di Asher Fisch, con la cui morbidezza del suono esaltava questa partitura. La nutrita locandina comprendeva artisti tutti perfettamente all’altezza di questo piacevolissimo spettacolo: Elisa Balbo (Hanna), Francesca Benitez (Valencienne), Pietro Adaini (Rossillon), Filippo Morace (Barone Zeta), Ciro Masella (Njegus), Claudio Ottino (Cascada), Manuel Pierattelli (Raoul de St. Brioche), Giuseppe Palasciano (Kromow), Maria Grazia Stante (Olga), Luigi Maria Barilone (Bogdanowitsch), Kamelia Kader (Sylviane), Alessandro Busi (Pritschitsch), Letizia Bertoldi (Praskowia), Valter Schiavone (Maitre Chez Maxim) e Federica Sardella (Zozo). BUON ANNO A TUTTI!

gb

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