Manfredi Saccani: pittura che coniuga astratto e natura

La visita che abbiamo effettuato il 22 marzo presso i “voltini” del Centro Civico Buranello ci ha lasciato un piacevole ricordo di come un artista possa unire l’astratto e la natura con risultati davvero brillanti. L’arte di Manfredi Saccani cattura immediatamente l’attenzione di chi ammira i suoi quadri e conduce la fantasia verso emozioni davvero non comuni. Distese di campi coltivati dei quali Saccani ha saputo mettere in evidenza con i suoi colori le varie sfumature cromatiche, tra cui la meravigliosa lavanda, al punto che non pare più di essere davanti ad un’opera astratta, ma ad un’immagine di quelle che ci sono tanto care e che ci restano negli occhi quando ammiriamo la campagna. Egli però si spinge oltre, ed affronta le profondità marine descrivendo con i suoi cunei argentati i banchi di acciughe con gli improvvisi movimenti che paiono dettati da un comando imperioso di chissà chi ed invece sono spesso generati dalla fuga rispetto a predatori. Il mondo animale, parte essenziale della natura, trova altre immagini straordinarie, sempre astratte ma si fatica a riconoscerlo, nel movimento dei “parrocchetti verdi”, ovvero quei pappagallini che da alcuni anni popolano parte dei cieli di Genova con i loro colori e soprattutto con gli stridii dei loro richiami, Ritratti mentre convergono verso il cibo o stazionano sui rami degli alberi cittadini pare di sentirne il fracasso e diremmo l’allegria che spargono su questa città forse un poco troppo dormiente. Non potevano mancare le rose, ispirate da quelle esposte nel roseto di nervi, in incredibili “composizioni” che paiono pronte per essere regalate, oppure ortensie dal colore molto particolare che ne sottolinea la nobiltà. Infine il cielo stellato, quella visione che il nostro inquinamento luminoso ci nega se stiamo in città, ma che possiamo ammirare pur di riuscire a fuggire per un tempo indefinito dalla nostra routine. Chi di noi non ha mai ammirato commosso ed emozionato un cielo davvero lindo da una spiaggia può trovare un valido aiuto nelle tele di Saccani. Respirare profondamente, “ascoltare” il mare, guardare sino a consumarsi gli occhi paiono cose d’altri tempi e forse lo sono, ma Saccani prova con successo ad aiutarci nel riscoprire il vero intimo di noi stessi. Per chi scrive, l’incontro con Manfredi Saccani ha avuto un risvolto estremamente piacevole e graditissimo, ovvero il ritrovare dopo alcune decine di anni un compagno delle scuole superiori con cui abbiamo trascorso cinque anni di studi assieme. Le strade della vita ci avevano diviso pur abitando sempre entrambi nel Centro Ovest, ma la sua pittura ci ha regalato emozioni piacevoli che abbiamo promesso di mantenere vive.

Pietro Pero

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