Intorno a Euroflora. La sostanza del colore

Sabato 23 inizierà nei Parchi di Nervi la grande mostra floreale Euroflora 2022. Tutti i genovesi sanno cos’è Euroflora, forse non tutti sanno che intorno ad essa Genova si arricchisce di Eventi Partner in diversi luoghi notabili della città. Uno di essi è la mostra “La Sostanza del Colore – suggestioni floreali di Maria Rosa Vendola” ospitata in due sedi di Banca Carige, nel Salone di Rappresentanza della Sede di Via Cassa di Risparmio 15 e in quella di Via Pisa 58 e realizzata in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Agricoltura e Ambiente “B.Marsano”.

A partire da sabato 23 saranno esposti dipinti e sculture di questa artista genovese che mi viene voglia di definire, odisseamente, “polìtropa”, dal multiforme ingegno; si definisce “un’artista nella fucina di Vulcano” che attraverso le sue opere vuole incuriosirci e stupirci. Oggi Maria Rosa Vendola è conosciuta come scultrice ma il suo eclettico percorso artistico è iniziato intorno a tematiche tradizionali, paesaggi e soggetti floreali, e da lì è approdata – lei dice “quasi inconsciamente” – allo stile informale che le ha permesso una maggiore libertà di linguaggio e l’ha avvicinata in maniera molto innovativa alla scultura. E qui entra il gioco il dio del fuoco e della metallurgia perché l’atelier di lavoro della Vendola scultrice è l’industria: lei è l’unica artista che realizza sculture usando materiali “poco artistici” quali il poliwood (propilene, polvere di legno, metallo) e il methacrylato-optix. Materiali plastici che vengono usato nei settori automobilistico, nautico ed edile e che sotto le sue mani (più esattamente, sotto i suoi guanti speciali a fortissima tenuta termica) diventano opere d’arte vivaci e colorate. Certo il lavoro non è facilissimo, tramite una macchina di cui lei ha l’uso in esclusiva Maria Rosa Vendola plasma questi materiali mentre colano in forma di filamenti incandescenti a temperature tra i 200 e i 300°C che devono essere lavorati rapidamente prima che si rapprendano, con gesti istintivi che con ammettono esitazioni; così nascono opere di grande impatto emotivo che a mio parere – ok non sono un critico d’arte ma lasciatemi esprimere i miei pensieri – hanno un che di futurista, possono portare il pensiero a una delle più interessanti avanguardire artistiche di un secolo fa. E volendo c’è del futurismo anche nell’affermazione dell’artista quando dice che “si, la scultura può essere bella anche con la plastica”.

E accanto al dinamismo colorato della plastica c’è la policromia dei fiori, raffigurati in grandi quadri di stile un po’ impressionista, rappresentazione ed evocazione della luce, della felicità e della bellezza della vita stessa, opere con cui Maria Rosa Vendola manifesta la sua energia, la voglia di vivere, il suo senso della bellezza e la passione per il colore.

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