Comunicato stampa del MoVimento 5 Stelle Genova
“Oggi, 11 dicembre 2025, con una nostra mozione che fa seguito a una approvata nel Municipio Centro Ovest, abbiamo chiesto di intitolare i futuri giardini di Piazzetta Minolli alle donne della Resistenza di San Pier d’Arena, con l’obiettivo di preservare e valorizzare la memoria delle tante partigiane che, durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno contribuito in modo determinante alla lotta per la libertà e la democrazia”. Così, il capogruppo Marco Mesmaeker e il consigliere Marco Casini a margine della mozione – votata favorevolmente – per chiedere alla Sindaca Salis e alla Giunta di valutare la denominazione dei futuri giardini come “Donne della Resistenza di San Pier d’Arena”, affinché il contributo di queste partigiane resti vivo e riconosciuto dalle generazioni presenti e future. “La proposta – ricordano – nasce dal percorso già avviato nel 2022, quando il Comune approvò la riqualificazione dell’area da tempo in stato di degrado. Nel marzo 2024, una nostra mozione aveva già ottenuto il via libera alla procedura per intitolare lo spazio alle donne protagoniste della Resistenza sampierdarenese”. «È fondamentale – continuano i pentastellati – che questa riqualificazione non cancelli ma anzi valorizzi la memoria storica del territorio. Intitolare la nuova area alle Donne della Resistenza di San Pier d’Arena significa rendere omaggio a figure straordinarie come Nora Torre (Ivonne), Angiolina Michelini (Emilia), Gilberta Nardini (Valeria), Vincenzina Musso (Tamara), Maria Carrea (Mammina), Iolanda Cioncolini (Gigia), Carla Ferro e Felicita Noli (Alice), donne coraggiose che hanno lottato per un futuro libero e giusto e che meritano un ricordo visibile e permanente nella loro comunità”. Sulla mozione interviene anche il presidente del Municipio II Centro Ovest Michele Colnaghi, che dichiara: “Siamo orgogliosi di aver portato avanti questa mozione. Intitolare i giardini di Piazzetta Minolli a queste grandi donne del nostro passato non solo commemora la lotta che fecero per un Paese più democratico, ma celebra una libertà faticosamente conquistata. Se oggi siamo più liberi, lo dobbiamo anche a loro”.