Ha dieci anni ed è sempre attuale e nuova la Risoluzione del 30 settembre 2016 BPW Europe che, spiega Adele De Leo, coordinatrice del Comitato Interassociativo Carta dei Diritti della Bambina-Genova, “ha formalizzato le integrazioni apportate al testo originario del 1997 della Carta dei Diritti della Bambina con la denominazione La Nuova Carta dei Diritti della Bambina BPW Europe”.
Ed assicura che il Comitato prosegue “nell’azione di diffusione dei principi enunciati nella Carta per la tutela dei diritti delle bambine e delle adolescenti, affinché condizionamenti sociali ed esperienze traumatiche, non ne compromettano il pieno sviluppo e la realizzazione di sé durante il delicato passaggio dall’età evolutiva a quella adulta”.
“Costruire il futuro delle giovani donne – insiste De Leo – significa fornire loro un ampio ventaglio di opportunità e competenze sia umanistiche che scientifiche. Solo così potranno affrontare da protagoniste e non da semplici comparse le grandi sfide del domani: la transizione digitale e la sostenibilità. Certamente si tratta di un processo che richiede un lungo periodo di sedimentazione per attecchire nella coscienza collettiva. L’equità di genere va concepita come motore di crescita sociale ed economica, non un comportamento virtuoso con carattere di eccezionalità o di mera concessione, ma un modus vivendi che deve entrare a far parte della nostra quotidianità, da coltivare fin dalla nascita, come diritto fondamentale”.
“La Carta – sottolinea la coordinatrice del Comitato Interassociativo, datato 2013 e rappresentante di ventisette entità di natura diversa pubblica e privata – è un documento che va ben oltre la tutela delle bambine, si configura come leva strategica imprescindibile per garantire la piena parità sostanziale dalla nascita. Essenziale il ruolo della famiglia e della scuola, istituti per eccellenza deputati a fornire alle bambine gli strumenti utili a liberare le loro potenzialità superando concetti aprioristici limitativi. Integra in chiave di genere, senza tuttavia alcuna contrapposizione la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e della Adolescenza, alla quale peraltro si ispira, tenendo conto, a differenza di questa, delle diversità che il genere comporta, affinché in ogni luogo della terra non ci siano alibi per disattendere o peggio violare il diritto alla dignità dell’essere. In particolare, circa l’articolo 5, che riconosce a ogni bambina il diritto di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole. Il decennale è l’occasione per chiedere agli enti che già l’hanno adottata di riesaminarla e darne concreta attuazione. Nella Carta c’è tutto, c’è il futuro della donna; iniziamo a costruirlo dalle bambine.
Dino Frambati