Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

L’emozione della sindone nell’editoriale del direttore

Mag 23, 2015

220px-ShroudofturinIl clima è idealmente surreale; i minuti di ammirazione della sindone estesa non solo molti, ma da un lato passano rapidissimi, dall’altro appaiono interminabili. Sia storicamente il telo che coprì Gesù morto sulla croce (come assicurano molti studi o ricerche), o non lo sia, (come indicano invece altre linee di pensiero), davanti a quel comunque antichissimo telo di lino, manca il fiato almeno per un attimo. Sarà il clima del duomo torinese che ne ospita l’estenzione; sarà la devozione e l’ammirazione che accompagna chi vi transita davanti per osservarlo, ma appare certo che da quella stoffa lunga quasi 4 metri e mezzo che avvolse il Dio fatto uomo due volte, coprendone il corpo davanti e dietro, ispira particolari sensazioni. Ad una collega dello staff che forma l’ufficio stampa dell’evento e che mi ha intervistato al termine della visita, ho dichiarato come, per qualche minuto, l’uomo, il fedele, aveva prevaricato la freddezza del giornalista che osserva, incamera sensazioni e le riporta. Che fa comunicazione ogni giorno ed in mille condizioni diversi, pure crude e difficili. Davanti alla sindone sembra quasi scatenarsi una forza che impedisce di restare senza emozioni particolari. Si osserva “l’oggetto” e non si può fare a meno di interrogarsi sulla certezza che abbia coperto Gesù; ma questo interrogativo non ha la stessa forza di quel telo che si resta ad osservare in silenzio, mentre si ascolta invece la voce che descrive la sindone e quindi chiede un attimo di preghiera. E dopo questi minuti trascorsi nel passaggio davanti alla sindone, uscire e tornare al mondo chiassoso, alla gente comune che percorre il centro pur ben attrezzato urbanisticamente di Torino, richiede un attimo di ri- ambientalizzazione. E non è facile, pur per noi uomini e donne datati terzo millennio, passare dalla visione di qualcosa di due millenni prima al mondo tecno di pc, cellulari, da tenere rigorosamente spenti nel passaggio davanti al telo, ed auto, che viviamo e ci appartiene nel quotidiano. E questa sensazione diventa motivo di riflessione profonda sul senso della vita, sulla società oggi. Sui contrasti sociali e sulle mille problematiche della nostra società, forse cresciuta tecnologiamente troppo veloce, rispetto alla crescita culturale che pare persino arretrata, oggi, rispetto al recente passato. Sensazioni e riflessioni conseguenti, che diventano editoriale, visto che è sabato e l’appuntamento direttore-lettori del Gazzettino e relativo sito è tradizionele nel fine settimana. Dopo l’osservazione della sindone pare di passare dal cielo, metafisico ma probabilmente indicato fisicamente da un telo di lino ed un Dio per noi credenti fatto uomo, ai nostri mille disagi ed alla nostra fisicità e mentalità oggi sofferente per crisi e debolezze umane. Non me la sento, in questo spedifico editoriale, di trarre conclusioni o provare, come mio solito e come dovere di direttore, ad offrire spunti di dibattito, proposte, critiche “umane” e consuete ai miei editoriali, pur avvezzo a tutto, dopo 34 anni di giornalismo e vicende anche crude osservate, analizzate e quindi proposte agli utenti dei media. Mi sento soltanto di offrire il senso di ciò che ho provato affinchè ciascuno ne disponga come crede nelle sue riflessioni “private”, nei suoi credo, nelle sue sensibilità. La Fede, i moti dell’animo, le sensazioni di ciascuno di noi, sono quanto di più intimo e personale possa esistere. Il comunicatore, il giornalista, questa volta descrive se stesso ed invita a fermarsi un attimo per ascoltare se stessi, riflettere, pensare alla grandi coordinate nella quali viviamo: spazio e tempo. E ad alzare lo sguardo al cielo azzurro interrogandoci, pur nella nostra limitazione di esseri umani definiti fisicamente, cosa ci sarà al di là di quell’azzurro. Mistero della vita e la cui conoscenza è il primo e massimo anelito umano. Troppo….umano per essere risolto.
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com
precedenti editorialihttp:
https://www.stedo.ge.it/?p=18208 (Maggio e le rose)
https://www.stedo.ge.it/?p=18164 (Tornando dal Garda)
https://www.stedo.ge.it/?p=17874 (sono arrabbiato)
https://www.stedo.ge.it/?p=17177 (festa della donna)
https://www.stedo.ge.it/?p=16511 (Peppone e Don Camillo)
https://www.stedo.ge.it/?p=16110 (Romagna mia)
https://www.stedo.ge.it/?p=16062 (Dedicato a un’amica)

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