Brescello, ecco l’Italia che ci piace: schietta, vivace, onesta

IMG_1722UN PAESE REALE
Editoriale, diario di viaggio questo sabato, perché le sensazioni e le emozioni – e quindi le notizie – nascono dalla vita vissuta e dall’esperienza del quotidiano che il giornalista fa come chiunque altro, ma che riesce forse a vedere però con occhio diverso e pensando al compito di trasmetterle agli altri come impone il mestiere. Ma se questi editoriali “sabatini” sono spesso amari e persino rancorosi verso chi governa male e mortifica il genio italiano attraverso una complessità di norme e leggi e burocrazia che rendono tutto difficile, per contro occorre esaltare l’altro aspetto italico: quello geniale, volontaristico ed entusiasta del popolo purtroppo non sovrano nei fatti. E nei giorni scorsi, come poche volte mi è capitato di farlo nella mia lunghissima ed intensa “militanza” giornalistica, ho toccato con mano a Brescello, paese mito e set della serie filmica italiana più famosa forse nel mondo, l’aria vera dell’Italia dei mille campanili e della gente che ci sa fare e fa la nazione geniale e vibrante. Viverci alcuni giorni (nella foto la piazza principale) mi ha creato l’irrefrenabile voglia di raccontare gente e paese, che ha saputo cogliere questo assist della vita con i film del prete e del comunista e, partendo da questi, ha creato una…metropoli quanto a spirito frizzante, vivacità di sentimenti ed iniziative in una cittadina invece di non molti ettari. Quello che vi racconto sembra una fiction tanto è particolare e speciale, mentre invece è la realtà che talvolta è meglio di film e romanzi.
IL SET VERITA’magliettaPeppone non c’è più ma c’è Marcello; Marcello Coffrini, sindaco di centro sinistra non iscritto al Pd, avvocato di mestiere ed eletto con il 70 per cento dei consensi, molti sicuramente di gente pure di destra. Perché, al contrario degli schemi e dei giochi politici ammuffiti dei grandi centri urbani del Bel Paese, qui si valuta e sceglie la persona. E la persona merita perché è…uno di noi, sempre presente in mezza alla popolazione, pragmatico e deciso, che culla la sua bimba di pochi mesi, gira in bermuda e la mattina del dì di festa (mi scusi la sera di Leopardi) si allena in bicicletta. Del resto il posto invita alla pedalata con una pista ciclabile che, ostruzioni a parte per qualche problema provocato dal “grande fiume” straripato lo scorso anno, porta in mezzo a campi, boschi e costeggiando il Po (nella foto sotto), fino a Guastalla in circa 13 chilometri. Provata personalmente, amante della pedalata, con emozione nuova e gioiosa e con bici antica attrezzata di cesto anteriore che, raccontavo a chi incontravo lungo il percorso e guardava incuriosito, “mi ha prestato Don Camillo”. In effetti a prestarmela è stato invece l’uomo anima di Brescello, presidente della Pro Loco: Gabriele Carpi che, per restare in tema, potrebbe essere paragonato al Cristo che parlava al parroco targato Dc di guareschiana trama. Il Gabriele nostro, volontario maximo, è saggio quanto rapido nel fare, muoversi e decidere. E nella festa di piazza in occasione del Brescello FilmFestival 2015 dimostra di essere capo per carisma piuttosto che per carica. Si muove in maglietta arancione con stampati gli immancabili Peppone e Don Camillo (nella foto), come indossa il gruppo di volontari che rende possibile la cena in piazza con seguito di spettacolo cinematografico e che offre un esempio di meraviglia italiana di non problema sui migranti. Tra i volontari dalla parlata emiliana ci sono infatti una quindicina di africani, da Lampedusa a Brescello, che, se non fosse per il colore della pelle, parrebbero nati emiliani. Non manca la nota di appeal femminile; è quella di Elena Benassi (Peppone era Bottazzi). Giovane dolce e di fine bellezza è a capo della Fondazione che gestisce i musei brescellini, quello di Peppone e Don Camillo in testa. Diligentissima, il suo ideale è la perfezione che probabilmente raggiungerà, precisa e determinata com’è. E sul palco del Festival cinematografico, incanta per look e bravura nel presentare spettacoli ed ospiti. E se non c’è più Don Camillo, c’è Don Evandro, colletto da prete, sandali e pantaloni neri con tasche laterali. Sorride sempre e non so se parli anche lui con il crocifisso nella chiesa più famosa della storia cinematografica italiana. Ma certamente con Cristo un dialogo ben forte lo deve avere dalla serenità che ispira. Ecco Brescello, ecco i suoi personaggi, gente di parlata emiliana, che ti saluta per strada e commenta la conferenza che ho tenuto il giorno prima insieme all’amico, giornalista e scrittore principe in Italia su Guareschi, Fulvio Fulvi. E ti domanda persino se è stata riparata l’auto andata in panne sul far di Voghera e Tortona, all’allaccio A7-A21 ma condotta comunque fino a Brescello, pur dal casello di Terre di Canossa al paesello sotto la tempesta di tuoni, fulmini, grandine e vento a cento all’ora che gettava alberi sulla carreggiata
poUNA STORIA ITALIANA
Tutto ciò non è una commedia italiana inventata o fiction, anche se lo potrebbe sembrare, ma vita vissuta e soprattutto un paese reale, schietto, genuino, per bene. Solare come il sorriso di Marisa la cui simpatia ti fa impazzire e che con il marito chef Cristiano ha il ristorante dove fai full immertion in Peppone, Don Camillo, foto e cartelloni dei film ed adorabile parmigiano reggiano, culatello, lambrusco e tortelli. Non sono attori ma persone vere anche se sono così vivaci e ben fatte da sembrare fantasia. Come il meccanico di Auto3000 appena dopo il passaggio a livello visto nei film anni ’50- ’60…in oggetto, che ti ripara la macchina anche se è festa. Oppure le ragazze straniere del Brixellum, albergo che prende il nome dall’antico e primordiale insediamento romano (perché Brescello non è solo Don Camillo) che sanno solo sorridere all’ospite. Spirito emiliano assimilato alla grande. Personaggi ed interpreti di un nuovo set a Brescello; di quello che pare un altro film felice come la fortunata serie di Fernandel e Gino Cervi. Soltanto che, ora e questa volta, il film non è film ma verità e realtà, mentre Brescello è Brescello. La trama l’ha scritta la sua vita reale e la sua gente vera, bella.
Mi piace Brescello, è bella l’Italia vera, delle gente perbene e generosa, di tutti noi, “italiani veri”, come cantava Toto Cotugno.
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com
precedenti editoriali:
https://www.stedo.ge.it/?p=18584 (Italia, Europa)
https://www.stedo.ge.it/?p=18536 (Senza titolo)
https://www.stedo.ge.it/?p=18409 (Chiamale se vuoi elezioni)
https://www.stedo.ge.it/?p=18343 (Stipendio del deputato)
https://www.stedo.ge.it/?p=18277 (Emozione della sindone)
https://www.stedo.ge.it/?p=17874 (sono arrabbiato)
https://www.stedo.ge.it/?p=17177 (festa della donna)
https://www.stedo.ge.it/?p=16511 (Peppone e Don Camillo)

Un pensiero su “Brescello, ecco l’Italia che ci piace: schietta, vivace, onesta

  • 28 Giugno 2015 in 20:33
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    Leggendo sono tornata bambina, quando ogni tanto durante l’estate mi portavano giusto nei luoghi da Lei descritti, essendo mio padre di quelle terre.
    Sono tornata bambina, ripeto, e mi è venuta nostalgia. Forse non avevamo le belle cose e la tecnologia di oggi, ma forse più valori si.
    Grazie Direttore!

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