Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Ci scrive Andrea Etzi, segretario del circolo PD: “Contro i professionisti del disagio San Pier d’Arena può rinascere”

Ago 19, 2015

Riceviamo da Andrea Etzi, segretario del circolo PD di San Pier d’Arena, questa lettera che pubblichiamo, nella quale la sezione locale del Partito Democratico dà una sua visione del quartiere dove viviamo.

È ormai da diversi anni che San Pier d’Arena è al centro dell’interesse dei media per fatti di cronaca, degrado generale e peggioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti. Esistono certamente problemi che si ripercuotono in modo più negativo soprattutto sulle fasce meno tutelate della popolazione e a cui occorre dare risposte concrete al più presto. Il PD di San Pier d’Arena è ben consapevole di tale situazione e continuerà a dar voce e sostegno a tutti coloro che lavorano per migliorare le condizioni di vita del nostro territorio. Ma pur tra tante difficoltà, rileviamo come appaia sempre più evidente la volontà di alcuni di costruire un’immagine del quartiere in costante declino, accentuandone i problemi per aumentare la legittima percezione di disagio dei cittadini. Ci sono forze politiche e associazioni presenti sul territorio che contribuiscono ad alimentare questa visione negativa di San Pier d’Arena, che fomentano paure e timori legate alla presenza di comunità di stranieri e che ingigantiscono ad arte spiacevoli episodi di micro-criminalità. Dei veri e propri professionisti del disagio che alimentano nei cittadini una sensazione di costante pericolo per la vita quotidiana ed alterano, spesso in maniera strumentale, la realtà dei fatti, fornendo un’immagine che San Pier d’Arena non merita. È indubbio che il tessuto economico e sociale del nostro territorio sia profondamente cambiato nell’ultimo decennio, ma siamo profondamente convinti che San Pier d’Arena non sia diversa da molti altri quartieri della nostra città o delle altre grandi città italiane.
Per questo motivo crediamo che San Pier d’Arena possa rinascere.
Crediamo, però, che i problemi del quartiere debbano essere affrontati con uno spirito molto diverso; innanzitutto riportando ciascun problema nella giusta “dimensione” e seguendo poi alcuni semplici principi guida che sono alla base non soltanto della nostra visione del quartiere ma anche del nostro modo di pensare la società e le relazioni tra le persone:
– Contrastare l’illegalità, in qualunque forma si manifesti, cooperando con le forze dell’ordine per il presidio del territorio; questo significa anche lottare contro tutte le forme di illegalità che sono mascherate da abusivismo, sale da gioco, finti circoli culturali e associativi; significa contrastare l’alcolismo, la ludopatia, le grandi e piccole forme di prepotenza e anche le grandi e piccole manifestazioni di maleducazione e arroganza contro i più deboli.
– Promuovere socialità e cultura, con iniziative che valorizzino il nostro patrimonio culturale e favoriscano la socialità, l’incontro e la vivibilità delle nostre strade.
– Incentivare e difendere il commercio, come base fondante di ogni forma di aggregazione e di socialità, valore di tutti i cittadini e non soltanto per gli operatori del settore.
– Difendere l’integrazione e la multiculturalità, respingendo ogni forma di intolleranza e di discriminazione verso comunità straniere, difendendo e promuovendo i valori della solidarietà e dell’accoglienza con la consapevolezza che l’integrazione è un arricchimento oltre che un valore.
Il Partito Democratico promuoverà alcune iniziative per condividere con i cittadini la propria visione del quartiere. Invitiamo tutti alla massima partecipazione.
Andrea Etzi
Segretario circolo PD San Pier d’Arena

2 commenti su “Ci scrive Andrea Etzi, segretario del circolo PD: “Contro i professionisti del disagio San Pier d’Arena può rinascere””
  1. Condivido quanto scritto dal Sig. Etzi.
    Mi per sia consentito aggiungere un problema non citato: la mancata pulizia del territorio e la trascuratezza da parte degli addetti ai lavori..
    Esempio evidente: davanti al P.S. del Villa Scassi non esistono cestini per i rifiuti neppure alla fermata dell’autobus, basta voltarsi verso l’aiuola e i risultati si vedono, poi parliamo di invasiamo di topi e altro…
    Anche così si degrada il quartiere ormai noto soprattutto per essere “a luci rosse”.

  2. Fare una fotografia oggettiva di un quartiere non è facile, spesso si rischia o di accentuarne le criticità o di sottovalutarne i problemi. Concordo che bisogna guardare in faccia la realtà per come è, avere una visione (culturale, organizzativa, quindi politica) in testa e fare rete tra tutti i soggetti attivi. Non dimenticherei la necessità di dare un forte sostegno ai servizi sociali e sanitari che spesso silenziosamente sul territorio raccolgono e mediano il fortissimo disagio di ampie fasce di popolazione. Io lavoro al Sert che è davvero un presidio di salute nel senso più ampio del termine fisica e psichica di centinaia di persone e famiglie. Non sempre il nostro lavoro è conosciuto e riconosciuto, ma è un tassello fondamentale per la tenuta del territorio. La sede in cui lavoriamo è fatiscente , circondata da spazzatura , detriti e auto abbandonate. Le risorse sono sempre meno a forza di tagli al sociale e alla sanità. I servizi sul territorio sono un presidio di sicurezza e tutela della salute di tutti.

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