Domenica 18 torna il presepe vivente di Granarolo: da non perdere

Anche quest’anno si ripeterà il pittoresco presepe vivente di Granarolo, sobborgo collinare sullo spartiacque tra San Pier d’Arena, Rivarolo e San Teodoro che nel suo nucleo storico miracolosamente mantiene un’atmosfera da quieto paesino rurale, raggiungibile anche con la tipica (e unica) funicolare storica che dal 1901 vi s’inerpica da Principe con un panoramico percorso di poco più di un chilometro. Qui, domenica 18 dicembre dalle ore 15, lungo la creuza centrale del borgo –  dove si affacciano ex case coloniche e ville patrizie che democraticamente condividono superbi panorami su entrambe le Riviere -, sul sagrato dell’antica chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e sugli aerei prati adiacenti, gli abitanti della zona, secondo una lunga tradizione, si presteranno come figuranti in costume guidati dall’amato parroco Don Nicola. Non mancherà nulla: il Bambino sarà impersonato dall’ultimo nato attorniato da mamma e papà nei panni di Maria e San Giuseppe; ci saranno i Re Magi, Erode, i centurioni romani e tanti altri personaggi e artigiani che illustreranno antichi mestieri scomparsi, dal fabbro al cestaio, dalle venditrici di pistacchi e di vino al pescatore che rammenda le reti. Ci sarà anche un bue proveniente dalla vicina, grande stalla di Giovanni Timossi, l’unico, anziano contadino rimasto in città, a coltivare campi a due passi dal porto e ad allevare una decina di capi bovini? E l’asino? C’era fino alla scorsa edizione, portato dal suo padrone, l’elegante signor Ermanno. Quest’anno sembra certo che l’exploit si ripeterà. Come ogni anno ci saranno anche invitanti bancarelle gastronomiche. Da non perdere.
Marco Bonetti

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