Prosegue e si inasprisce il dibattito sui profughi da collocare a San Benigno e l’opposizione in Centro Ovest assume toni durissimi e persino inusuali, contestando pesantemente sia Doria che Marenco. Di seguito pubblichiamo il comunicato congiunto di Fi e Lega che è stato emesso nel tardo pomeriggio di oggi ed abbiamo ricevuto.
Accogliamo con stupore il comunicato stampa dove il presidente Marenco si reputa preso in giro dalla Giunta comunale e da questo sindaco per le scelte dissennate e unilaterali prese, senza alcuna preventiva consultazione del Municipio competente.
Questo sindaco si è manifestato per la città il peggiore dal dopo guerra a oggi che ha dimorato a Tursi. Peccato presidente Marenco che lamentarsi e piangersi addosso serva a poco e non risolve i problemi in cui versa la nostra delegazione; il degrado dilagante da San Pier d’Arena a San Teodoro in realtà sono lo specchio di una città completamente allo sbando lasciato alla mercede di delinquenti e sbandati di ogni etnia che in città si trovano a loro agio.
Il presidente Marenco si è risentito per la promessa (in realtà non l’unica) non mantenuta da sindaco e prefetto che, il territorio del Centro Ovest, già provato da mille problematiche, non avrebbe mai ospitato centri di accoglienza di clandestini o presunti profughi, salvo poi scoprire che cinquanta individui sono da qualche mese insediati in un centro di Largo San Francesco da Paola con residenti e commercianti furenti per il picco di furti aumentato in zona e i questuanti ormai padroni di San Teodoro e la notizia recente di 300 presunti profughi da inserire negli spazi della ex bocciofila di Via Milano. Marenco forse dimentica che le promesse non mantenute sono molte di più: patti d’area sventolati dagli assessori Piazza e Odone ad oggi irrealizzati, voltini di Via Buranello mai restituiti al quartiere, la blu area più costosa della città, i lavori del P.O.R. realizzati male o non realizzati (vedi la Biblioteca Gallino), e lo sbandierato ascensore che, anche se collaudato, a oggi ancora non perfettamente funzionante, oltre che topi e spazzatura in ogni dove da via Fillak passando per Di Negro e Via Asilo Garbarino, Giardini Pavanello e in ultimo piazza Settembrini ove sono stati avviati lavori sostanziali con forte impegno economico e senza che sia stata fornita una progettualità definita alla cittadinanza. Si aggiunga al coro anche i Circoli e le Sale scommesse che aprono e chiudono continuamente senza gli opportuni controlli e nessun piano di sviluppo economico e sociale del quartiere e della città. Si assiste a rappresentazione, utili solo per dare visibilità e patrocini alle associazioni, in buona parte, vicini alla maggioranza, con pezzi di quartiere inascoltati quali il Campasso, via Bombrini, via Antica Fiumara fino a via Lugo dove la riqualificazione epocale sbandierata dal Comune si è limitata a riassestare una aiuola e a tagliare due siepi, per altro anche male.
Un presidente davvero adirato, a seguito di questa ultima collocazione di migranti, con insediamento subdolo ed improvviso, deciso dal prefetto con il beneplacito del sindaco, senza alcuna considerazione dell’autorità municipale competente sul territorio, chiederebbe all’istante le dimissioni di questa Giunta comunale di inetti nella fattispecie della loro competenza: l’ass.re Fracassi (politiche socio sanitarie e della casa) e l’ass.re Fiorini (legalità e diritti) e di un sindaco fantasma e incapace di affrontare il legittimo dissenso della cittadinanza. Infatti quanto sopra è acclarato dal fatto che finora il sindaco non si è mai presentato in Consiglio municipale per confrontarsi con il territorio.
Coerenza vorrebbe che inascoltato, il presidente Marenco decidesse, lui stesso, di rassegnare le dimissioni per amore del proprio Municipio, che sta subendo una nuova e cocente umiliazione; tale scelta sicuramente sarebbe appoggiata e seguita da tutti i consiglieri dell’opposizione.
Davide Rossi (Lega)
Lucia Gaglianese (Fi)
Antonio Brigandì (Fi)
Fabio Paipini (Fi)
Solitamente ci si spinge fin dove si sa di poter arrivare. Oppure, usando la metafora del gioco, si azzarda quando si hanno buone carte in mano o, seppur pessime, sai che l’avversario non ha il coraggio di rilanciare a sua volta: in poche parole, quando sai che l’altro è debole.
la sinistra al governo, ne prendi uno e li vedi tutti, promesse mai mantenute piccoli regali per nascondere grossi disagi ed attaccamento cronico al careghino, dall’alto sino a scendere in fondo