Vico Grandi e Grattoni, quando l’alluvione è con il cielo sereno

Le alluvioni causa disastri naturali ed ambientali che hanno, anche nel recente passato, colpito San Pier d’Arena, in momenti di tempo asciutto e secco come quello attuale, cercano di non farsi dimenticare trovando alleati che nulla hanno a che fare con il maltempo. Tutto ciò accade per una fogna di vico Grandi e Grattoni. Acqua che pare zampilli da una settimana ad ascoltare chi in quel luogo transita o vive, con immediata segnalazione alla Polizia Municipale, che ha indicato la vicenda a Mediterranea. Però, spiega Fabio Papini, consigliere forzista in Centro Ovest, l’azienda ha risposto che si tratta di fogna privata e quindi dovrebbero essere la proprietà e l’amministrazione condominiale ad intervenire. Ma davanti all’acqua che- riferiscono ancora testimoni oculari che intendono restare anonimi – sgorga e zampilla e non sembra come le petrarchesche “chiare fresche dolci acque”, c’è da domandarsi se non esista il presupposto dell’intervento pubblico di immediatezza ad evitare problemi e disastri maggiori. In attesa che chi di dovere dirima tale nostro legittimo dubbio da poveri cittadini in attesa di lumi da governanti sicuramente preparati ed attenti, da cronisti di periferia annotiamo come un pastificio nei pressi della fogna abbia barricato il locale con le stesse tavole che pone davanti alla vetrina quando scattano allerta varie e si ipotizzano alluvioni. Intanto Papini informa di aver inviato segnalazioni a Municipio di via San Pier d’Arena.
“La prima alle 9,27 di ieri – spiega l’esponente del centro destra – senza tuttavia che sia stato tenuto al corrente di ciò che era stato deciso o di eventuali interventi”. “Ieri sera – insiste Papini – vengo informato dai residenti che la situazione è in peggioramento e non ci sono stati interventi. Mentre il regolamento comunale dice che “ai fini della disciplina regolamentare è considerato bene comune in generale lo spazio urbano tutto, ed in particolare il suolo di dominio pubblico, ovvero di dominio privato ma gravato da servitù di uso pubblico costituita nei modi e nei termini di legge, nonché le vie private aperte al pubblico passaggio e le aree di proprietà privata non recintate in conformità al Regolamento Edilizio”. Ma peraltro esiste anche l’obbligo per chi amministra palazzi e condomini di segnalare il pericolo o provvedere ad eliminarlo”. “Comunque – sostiene il consigliere municipale – sussistendo pericolo di danni e la situazione che insidia sicurezza ed igiene sta a Comune o Municipio, secondo competenze, eseguire un intervento d’urgenza e quindi addebitare eventualmente le spese al condominio”.
d.fram.

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