Incontro al Consolato con la nuova Console dell’Ecuador a Genova

Stamattina, nella sede del Consolato ecuadoriano di Via XX Settembre, ho incontrato la nuova Console dell’Ecuador a Genova, Martha Lorena Fierro Baquero, e la Console Aggiunta Maria Mercedes Guevara; la settimana scorsa ero stato contattato dall’addetto stampa del Consolato per organizzare l’incontro: la Console si è insediata poche settimane fa e desidera presentarsi alla stampa locale, illustrare alcuni progetti qualificanti dell’attività del Consolato e avere uno scambio di opinioni sui problemi del territorio. Problemi che per quel che riguarda il Gazzettino hanno a che fare con le difficili relazioni tra la comunità ecuadoriana e gli altri abitanti del quartiere di San Pier d’Arena (ma possiamo anche dire “della città”, considerando che San Pier d’Arena ha più abitanti di almeno quindici capoluoghi di provincia italiani). La Console ha illustrato alcuni progetti, già in corso o all’inizio, ispirati in generale al Piano Nazionale per il “Buen Vivir” e destinati in particolare ad aiutare le famiglie ecuadoriane e i loro figli ad accrescere il loro bagaglio culturale e migliorare la qualità della loro vita e i rapporti interetnici; a breve verrà fatta la presentazione ufficiale delle attività rivolte alla comunità che vive a San Pier d’Arena.
Da parte mia ho fatto presente i problemi – talvolta gravi – di civile convivenza e di “disturbo della quiete pubblica” che alcuni (non tutti ma tanti) esponenti della comunità ecuadoriana provocano col loro comportamento personale e di gruppo verso i loro concittadini sampierdarenesi; ho espresso la mia convinzione che per cambiare realmente le cose è necessario che siano gli ecuadoriani “saggi” a darsi da fare per primi nei confronti dei loro concittadini “non saggi”. La Console ha risposto che è stata bene informata di tutto ciò e si impegnerà, col Consolato, a fare il miglior lavoro possibile in questo senso. Staremo a vedere.

2 pensieri riguardo “Incontro al Consolato con la nuova Console dell’Ecuador a Genova

  • 16 Novembre 2017 in 09:25
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    Bene e ben accolte le buone intenzioni, ma vorrei tanto che il “Buen vivir” non fosse interpretato solo come un Piano Nazionale Ecuadoriano per far vivere bene i loro cittadini, ma un programma educativo intenso per spiegare loro come si deve vivere in una città europea che ha, tra le sue caratteristiche, quella di avere un’alta percentuale di anziani. Questi italiani non sono solo un potenziale mercato per le badanti, ma migliaia di persone che hanno lavorato una vita e spesso, a causa degli ecuadoriani molesti, vivono nella disperazione, non riposano più, e la casa in cui vivono ora vale meno della metà rispetto a prima del loro arrivo in massa a San Pier D’Arena. Insisto nel chiedere alla signora Console di fare, oltre agli incontri, anche qualche giro serale e notturno nei fine settimana in via San Pier D’Arena, via Buranello, Piazza Veneto e dintorni, poi spostarsi in Piazza Montano e proseguire sino al Campasso passando da via Rolando. In quel modo forse si renderà davvero conto che la nostra qualità della vita è stata fortemente danneggiata dai comportamenti degli ubriachi e violenti del suo paese. Grazie.
    p.s. Ha letto i giornali? In questi giorni il Questore ha chiuso per un periodo di tempo due locali dove si vendeva alcol ad ubriachi, si accoglievano pregiudicati e si ignoravano volutamente le regole.
    Pietro Pero

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  • 16 Novembre 2017 in 15:21
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    vi invito a leggere la “storia” di Stefan Guerrero Anchundia reo confesso di assassinio, fuggito in Ecuador paese in cui vive libero ed il governo nega l’estradizione.
    Potenzialmente ogni cittadino dell ecuador può compiere qualsiasi nefandezza in Italia e, una volta tornato nel suo paese, potrà vivere tranquillo ed impunito.
    anche per un episodio simile servirebbero delle risposte

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