Gazzettino Sampierdarenese

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Villa Scassi al bivio: riorganizzazione metropolitana o depotenziamento?

Ott 12, 2026

L’autunno della Sanità genovese si apre con una tempesta politica e sindacale che investe direttamente il cuore pulsante della rete ospedaliera del Ponente metropolitano e, specialmente, di San Pier d’Arena: l’Ospedale Villa Scassi. Al centro dello scontro c’è l’assetto organizzativo della neonata Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM), la macro-struttura attiva dal 1° gennaio 2026 che accorpa il presidio sampierdarenese all’IRCCS Policlinico San Martino nel quadro della Riforma della Sanità locale, ora imperniata su un’unica ASL regionale. Che, però, a livello metropolitano genovese, dove gestisce gli ospedali ‘minori’ del Ponente (Sestri, Pontedecimo, Colletta), deve dialogare con l’AOM, che ora detiene quello che sino al 2025 era il ‘cuore ospedaliero’ dell’organizzazione assistenziale della disciolta Azienda Sociosanitaria Ligure (Asl) n° 3 Genovese: il Villa Scassi, appunto, dal 1° gennaio aggregato al San Martino, dove siede il quartier generale dell’AOM. Un dialogo non sempre facile in questo lungo periodo di transizione.

Le recenti delibere e piani di riorganizzazione dei servizi assistenziali hanno fatto scattare un vero e proprio allarme rosso tra le forze di opposizione in Consiglio Regionale e i rappresentanti del territorio, che denunciano il rischio concreto di uno svuotamento progressivo delle storiche eccellenze dell’ospedale sampierdarenese, terzo per importanza a livello metropolitano dopo IRCCS Policlinico San Martino e Galliera (connesso alla neonata AOM tramite convenzione, mentre il Gaslini rimane autonomo, ma coordinato con questo nuovo quadro organizzativo della rete ospedaliera locale; il San Carlo di Voltri, per anni efficientemente gestito dall’Ospedale Evangelico Internazionale, è stato invece di recente anch’esso aggregato all’AOM).

Le preoccupazioni principali, sollevate con forza da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, riguardano il trasferimento o centralizzazione di reparti-chiave e servizi diagnostici fondamentali per i percorsi di cura, in specie quelli oncologici:

  • Medicina Nucleare: le voci di una chiusura o di un forte ridimensionamento del servizio hanno allarmato il Campo largo. Il reparto di Villa Scassi, di buona qualità, pur non disponendo di macchinari ad altissima tecnologia come la Pet, rappresenta un presidio storico. A novembre il reparto resterà senza primario? Il dottor Alessandro Mignone va in pensione. Sarà sostituito? Il personale sanitario, ora sotto organico, verrà integrato? La ventilata decisione di accentrare queste attività verso i Laboratori del San Martino viene letta dai critici come l’ennesimo scippo al Ponente.
  • Anatomia Patologica e Farmacia: Sono gli altri due comparti sotto la lente di ingrandimento per i piani di rimodulazione del personale e delle prestazioni operative. Il timore diffuso è che la perdita di autonomia gestionale si traduca, nel lungo periodo, in un allungamento dei tempi d’attesa per i pazienti del territorio.

“Un colpo durissimo alla Sanità pubblica e al diritto alla salute dei cittadini del Ponente genovese” denunciano i consiglieri regionali del Pd e del M5S, paventando uno scenario in cui ben venti reparti rischierebbero la dismissione o il ridimensionamento a vantaggio del polo del Centro-Levante metropolitano.

Di parere diametralmente opposto la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana. La direttrice Monica Calamai respinge con fermezza la narrazione del depotenziamento, parlando invece di un piano di efficientamento strutturato secondo i più moderni standard nazionali: “Non c’è alcun depotenziamento dell’ospedale di Villa Scassi. Al contrario, stiamo potenziando i servizi e costruendo una rete metropolitana più forte“. Secondo i dati diffusi dalla direzione il presidio ha anzi registrato un incremento del 2% sui ricoveri.

I vertici della Sanità metropolitana precisano che i percorsi di chirurgia senologica e oncologica proseguiranno regolarmente e in piena continuità a San Pier d’Arena. L’accentramento delle prestazioni ad alta tecnologia (come quelle legate alla Medicina Nucleare) presso il San Martino risponderebbe unicamente alla necessità di concentrare le grandi apparecchiature laddove la diagnostica complessa può essere massimizzata, riducendo le liste d’attesa generali. Per quanto riguarda la Farmacia Ospedaliera l’azienda garantisce che l’approvvigionamento e la distribuzione di farmaci e dispositivi medici ai pazienti e ai repertori del Villa Scassi continueranno a essere operativi senza interruzioni.

Al di là delle rassicurazioni manageriali, per un’area metropolitana popolosa e complessa come il Centro-Ovest genovese, e in specie per San Pier d’Arena, il Villa Scassi – sede di un DEA di I Livello fondamentale per le emergenze di tutto il Ponente, comprese Valpolcevera e vallate interne, per un bacino di utenza di 350.000 abitanti – rappresenta molto più di un semplice plesso ospedaliero: è un presidio di sicurezza sociale e di prossimità.

Se la razionalizzazione in un’unica Azienda Metropolitana può avere senso sulla carta per evitare doppioni e ottimizzare i costi, la cittadinanza teme che l’efficienza coincida ancora una volta con la centralizzazione dei servizi a Levante, costringendo un’utenza spesso anziana o fragile a lunghi spostamenti attraverso la città. Il nostro Gazzettino continuerà a monitorare la situazione per verificare se alle promesse di continuità assistenziale seguiranno fatti concreti nei padiglioni di Corso Scassi.

Marco Bonetti



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