Sembra incredibile e lo scrivo con la lacrime agli occhi, ma il nostro Fulvio Cappanera, uno dei più cari componenti della grande ed unica famiglia del Gazzettino, non c’è più.
Grande artista, grande musicista ma soprattutto uomo perbene, intelligente e geniale, nella sua vita ha tenuto un’infinità di concerti, è stato musicista dalle mille idee sempre originale, intriganti e luminose.
Gli esuli, gli Over 50 le sue band; è stato creator digitale e tanto altro.
Si potrebbero dire mille cose di lui, della sua vita intensa, ma bisogna però soprattutto ricordare una vita sempre con il sorriso, come quando suonava la sua chitarra. Ne era un tutt’uno, la stringeva come fosse un bimbo da vezzeggiare. Impressione che dava dal palco quando le sue dita sfioravano e quasi ne accarezzavano le corde regalavando dolcissima e bella musica.
Il Festival delle chitarre, il quarantesimo e il cinquantesimo anniversario del Gazzettino Sampierdarenese al teatro Modena e sotto il tendone del Porto Antico, eventi emozionanti, ideati e usciti dal suoi genio, sono ricordi che fanno sussultare ed oggi ci fanno soffrire dentro.
Un maestro che forse ha avuto molto meno di quello che meritava.
Ma certamente ha avuto ed ha il grande amore di tutti noi che lo abbiamo conosciuto, che con lui abbiamo vissuto momenti di gioia, di arte musicale.
“Sono nato a Genova – ha scritto di se stesso in un suo profilo nel web – ho sempre vissuto in questa città che considero la più bella del mondo, in queste pagine parlo di musica, fotografia ed informatica: tre materie, per dirlo in termini scolastici, che da sempre mi accompagnano e che nell’ultimo periodo si sono fuse in una sola entità”.
“Naturale per me coltivare questi interessi – dice ancora descrivendosi – due ereditati dai nonni, musica da quello paterno che cantava in un coro molto noto ed era maestro di ballo; fotografia da quello materno che avendo una azienda produttrice di macchinari per l’allora giovane cinema, la curava sia per lavoro che per hobby; la terza, informatica, trovata come materia scolastica sperimentale a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, mi affascinò subito e la portai all’esame di maturità come materia da me scelta: all’epoca i compagni mi vedevano come un ufo”.
Aveva otto anni quando iniziò a studiare pianoforte; poi arrivarono i Beatles e Fulvio ne venne folgorato. Si aprì per lui una strada di lunga percorrenza e che, scrisse di se stesso, “ancora non ho finito di percorrere”.
Poi arrivò l’informatica e Fulvio, sempre capace di cogliere ciò che gli altri non erano capaci di osservare, non solo si adeguò ma ne divenne maestro.
Non lo trovò “impreparato”, racconta ancora di se stesso e il software diventò una delle sue attività professionali. Un fatto che definisce “nuova avventura” all’inizio del terzo millennio. La usò nella musica restando però con il suo cuore limpido come quello di un bambino capace di comprendere che l’uomo, la persona, sono sempre al centro dell’universo, tanto di invocare “una informatica umana e non schiava del business”.
Se n’è andato ma ci lascia una grande eredità umana ed artistica che sarà imperitura e della quale lo ringraziamo, consci che il vuoto che lascia sarà incolmabile.
E per chi lo ama e “volesse dargli l’ultimo saluto”, scrive la moglie Nicoletta su Facebook con poche parole, ma che rivelano il dolcissimo e tenerissimo amore che li univa, l’appuntamento è alle 10 di mercoledì, 10 dicembre, presso la Chiesa Nostra Signora delle Grazie nell’omonima via di San Pier d’Arena.
Tutta la grande e antica famiglia del Gazzettino stringe in un fortissimo abbraccio Nicoletta assicurandogli che Fulvio sarà sempre nel ricordo e nel cuore di tutti come un esempio da seguire.
Dino Frambati
Ciao Fulvio !! voglio pensare …che continuerai a fare vibrare la tua chitarra, lassù nei concerti celestiali .Come quelle serate a Villa Scassi quando ..io sono stata Assessore nel Municipio2 e te con l’iseparabibe Nicoletta siete venuti a propormi quei concerti. cosi graditi dalla cittadinanza .Negli ultimi tempi….ci incotravamo a fare la spesa dal ns.comune fruttivendolo e non mancavano le ns .chiachierate ,ma ..con Nicoletta anche.. purtroppo le preoccupazioni per le condizioni di salute.E per questo voglio esprimere la mia vicinanza e un forte abbraccio a Nicoletta .Lucia Gaglianese