Con questo Natale siamo giunti alla ventisettesima edizione del Presepe vivente di Granarolo. Un traguardo notevole per una tradizione autenticamente popolare, che si regge sulla partecipazione di una comunità piccola ma coesa, per far rivivere ogni anno la magia della Natività nel borgo storico di Granarolo, lungo l’omonima creuza, sul sagrato e all’interno dell’antica chiesa di Santa Maria Assunta (dove l’evento si svolgerà anche in caso di maltempo).
L’appuntamento, da non mancare, è per domenica 21 dicembre. L’evento si articolerà su tre momenti principali. Già nella tarda mattinata (dalle ore 11:30), grazie al febbrile lavoro dei volontari (all’opera dal primo mattino per allestire scene, costumi e stand), si potrà godere di momenti conviviali nel prato soprastante la chiesa.
La fase clou della festa inizierà dalle 14:30. Sul sagrato il pubblico sarà allietato dalla musica festosa del Gruppo Lo Clan Pipe & Drums. Alle 15:00 il Banditore-centurione romano, accompagnato dal coro M&M’s, leggerà il proclama di Cesare Augusto che ordina il censimento, dando così inizio al viaggio di Giuseppe e Maria verso Betlemme.
La fase iniziale della sacra rappresentazione avrà anche quest’anno carattere itinerante e sarà interpretata da tanti figuranti, tutti avvolti in fantastici costumi. A capo del pittoresco corteo un’inedita coppia di giovani della comunità impersonerà Maria e Giuseppe peregrinanti, alla vana ricerca di un rifugio per la notte, reiteratamente negato da locandiere insensibili.
Suddivisa in più scene, tra cui quelle incentrate presso la Corte di Erode, contornato da conturbanti danzatrici orientali, e sull’arrivo dei Magi con i loro doni, la rappresentazione culminerà nella classica grotta, simbolicamente allestita in chiesa dove, attorno alle 16:00, la lauda Natività de Signore, tratta da un testo dei Disciplinati Perugini del XIV secolo, dai Vangeli Canonici e da R.M. Rilke, verrà recitata dai validi attori di A.R.T. (Associazione di Ricerca Teatrale, attiva da quasi sessant’anni a San Pier d’Arena), con la regia di Mimmo Minniti, fondatore del Gruppo.
A conclusione della manifestazione, il momento scenico più emozionante, che mischia finzione e realtà: sarà presentato l’ultimo nato del quartiere, anche lui in costume storico, simbolo vivente di Gesù Bambino.
“Gli scopi di questa iniziativa sono molteplici – spiega il parroco Don Beppe Zaltron – , a cominciare da quello essenziale di valorizzazione del senso cristiano della Natività, per far rivivere in un luogo speciale la potenza e l’incanto del messaggio di pace del Santo Natale, in momenti in cui il mondo è inquieto per le tante guerre che lo insanguinano”. Tra gli altri scopi, si deve almeno far cenno alla promozione di Granarolo, a monte di San Pier d’Arena e di San Teodoro, della sua antica chiesetta, della sua creuza, dei suoi panorami che spaziano da capo Mele alle isole toscane e della sua caratteristica funicolare storica (o meglio, trenino a cremagliera) che costituisce un unicum a livello non solo italiano.La località è raggiungibile anche con i bus 38 e 355.
Marco Bonetti