Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Il fondo del direttore nel numero di questo mese, ora in edicola: “Se ne va il 2014…”

Dic 19, 2014

Se ne va il 2014…Senza rimpianti. Anno difficile, scivola via archiviando negli scaffali della storia alluvioni, crimini in famiglia, violenze. E’ stato forse il peggiore di quelli di una crisi terribile che ha prostrato ceti sociali ex benestanti, umiliato le qualità di bravi operai rimasti senza lavoro. Mesto elenco negativo non confortato da speranza, perché punti di svolta non se ne vedono. Stiamo male nella stragrande maggioranza, mentre a restare a galla ed avere garanzie di benessere e stipendi sicuri è la nomenklatura di Stato che difende se stessa e non si rende conto che, se alla fine crollerà il tempio, le macerie travolgeranno anche lei. Lo Stato nel suo complesso non sa reagire alla gabbia fitta di regole, norme e principi legislatori per cui nessuno è onesto ed innocente fino a prova a contraria, che hanno messo in ginocchio il popolo italiano e mortificato fino a cancellarne le genialità. Cose dette e ripetute nei fondi del direttore di questi anni, sia sul cartaceo che sul sito, ottenendo silenzio totale dal Palazzo che tatticamente ignora ciò cui non sa rispondere e che lo vedrebbe perdente qualunque replica opponga, ma invece moltissimi e convinti consensi dalla gente comune che fa l’Italia. E se di recente, per la politica, sul sito (www.stedo.ge.it) ho redatto l’editoriale “Romagna mia” sulle recenti elezioni (https://www.stedo.ge.it/?p=16110) che invito a leggere, circa lo specifico della crisi credo che sia di denaro “in primis” ma anche morale, sociale e psicologica. Che ne peggiora l’aspetto economico. Abbattuti tutti i riferimenti secolari e cercando di imporre come attuali atteggiamenti deviati, la società sta offrendo il peggio di se stessa, come alla vigilia del crollo dell’impero romano o dell’affermazione del nazismo. Ciascuno si sente al centro del mondo, un “ego” che ha sempre ragione e quando non l’ha c’è comunque una giustificazione. C’è arroganza, esibizionismo, infruttuosa ricerca di se stessi e identità perdute, pretesa di essere i migliori senza esserlo, apparire non essere. Ma senza limpidezza ideale e umiltà, si getta via il mondo. E mai rassegnarsi, arrendersi: il futuro è tutto da scrivere e gli scrittori siamo noi. Buon 2015.
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com

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