“Il Municipio che vogliamo”, le Officine Sampierdarenesi dettano le condizioni per rilanciare la zona

logo_officineE’ una sorta di manifesto sul da farsi perché San Pier d’Arena ritorni al passato ed alla sua grande storia. Sempre presenti ed attive, le Officine, dimostrano di essere uno stimolo mai fermo nella ex Manchester genovese.
Di seguito pubblichiamo il testo del loro comunicato, intitolato appunto “Il Municipio che vogliamo”.
Un Municipio che
1) abbia deleghe per affrontare e risolvere direttamente e con decisione i problemi più urgenti
che condizionano la vita dei cittadini;
2) faccia della partecipazione e della trasparenza delle decisioni il suo modo di agire nella
cosa pubblica e verso i cittadini;
3) impegni la macchina tecnica e amministrativa municipale, assumendo le necessarie
decisioni e operando quindi un cambiamento per una svolta oggi indispensabile dove queste
siano inefficienti o inadeguate alle necessità del territorio;
4) apra un confronto con tutti i livelli istituzionali e amministrativi con la determinazione di
porre fine ai problemi che ormai da anni restano irrisolti;
5) non tema il conflitto laddove si dimostri necessario per abbattere le resistenze politiche e
burocratiche, sia duro e combattivo verso chi non affronta con concretezza gli annosi
problemi che affliggono il quartiere;
6) assuma tutte le decisioni necessarie, anche dove i poteri del ruolo non lo consentono, al
fine di realizzare quel cambiamento per il quale la popolazione da troppo tempo non
percepisce miglioramenti;
7) sappia utilizzare la ricca realtà del volontariato per sfruttare al meglio le risorse del nostro
territorio e da questa sappia farsi guidare per raccogliere tutte le sensibilità;
8) abbia tutto il coraggio necessario per prendere decisioni drastiche, chiamando i cittadini
alla loro condivisione quando non dovesse risultare realizzabile la svolta necessaria e al fine
di compattare il quartiere alla lotta contro chi ha abbandonato la nostra delegazione;
9) sappia stare dalla parte del popolo da cui ha ricevuto mandato e non si perda in personali
lotte partitiche, si conquisti la fiducia della cittadinanza con i risultati e le battaglie e noncon
la ruffianeria verso i piccoli poteri locali come anche i grandi poteri partitici.

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