Non si può certo dire che Papa Francesco sia uomo da giri di parole. Domenica scorsa, dopo l’Angelus, ha folgorato sia i presenti in Piazza San Pietro sia chi era davanti ai teleschermi con un invito ben preciso e chiaro: “diocesi, monasteri, istituti religiosi, parrocchie aprano le porte ed ospitino una famiglia ciascuno. Anche le due parrocchie del Vaticano faranno così nei prossimi giorni”. Non ci sono interpretazioni di sorta da escogitare o dietrologie: i cattolici (con religiosi e clero “in primis”) sono tenuti ad accogliere qualcuno di quella immensa moltitudine di migranti disperati. Concretezza, non commenti o discorsi. Di fronte a gente che non ha nulla, che fugge da guerre e miseria, può il cristiano stare alla finestra senza metterci “del suo”? L’esortazione del Papa sgombera il campo da ogni ritrosia: le strutture (spesso vuote, anche se c’era già chi si è mosso in anticipo) siano rese accoglienti; chiunque aiuti come può, ma lo faccia, senza trincerarsi dietro la solita paura di esporsi troppo. In questi drammatici giorni sono accaduti due fatti che cambieranno molto della storia: da una parte la signora Merkel, spesso indicata (da ignoranti) come una specie di secondo Hitler, dimostra la sua caratura di statista e di leader anche europeo, non solo tedesco, assumendosi la responsabilità di una grande accoglienza e scardinando le esitazioni del suo ricco popolo; dall’altra Papa Francesco parla al “suo” popolo di cattolici in maniera assolutamente inequivocabile, riprendendo le parole di Gesù nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo: “quello che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avrete fatto a me”. Non ci sono più scuse: il fenomeno migratorio è epocale e trova origine negli spaventosi errori fatti dalle nazioni “civili”: dalla vendita di armi agli interventi scriteriati per “portare la democrazia” (cioè proteggere il petrolio per noi…vedi Iraq, Libia, ecc.). Chi vuole informarsi lo faccia, ma con onestà intellettuale, e scoprirà che gli orrori di oggi hanno molti padri occidentali. Gli stessi che stanno pianificando altri interventi armati perché così non si può andare avanti…Davvero strana la storia…
Pietro Pero
